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venerdì 20 settembre 2013

Vitello tonnato

Ma come è buono il vitel tonnè!
Ho sempre pensato che questa fosse una ricetta francesizzante, ma mi sbagliavo: è nostra!!!
E' un antipasto tipico della cucina piemontese.
Ma tu guarda...
Mi è bastata una "è" per credere che fosse farina del sacco dei cugini d'Oltralpe!

Tra l'altro è anche molto facile e veloce da preparare... e si può fare il giorno prima per il giorno dopo!

Ingredienti:
- 200 gr tonno all'olio sgocciolato
- 600/700 gr magatello di vitello
- 3 uova sode
- 1 carota
- 1 gambo di sedano
- 1 cipolla
- 6 filetti di acciughe
- 2 spicchi di aglio
- mezzo litro di vino bianco
- 1 rametto di rosmarino
- 5 foglie di alloro
- 15 capperi
- 4 chiodi di garofano
- olio, sale e pepe .

Mi raccomando, non trascurate gli aromi previsti dalla ricetta!


Servono tutti per dare esattamente il profumo giusto a questa pietanza che, stringi stringi, altro non è che carne bollita.

Mettete la carne in una pentola di acqua con tutti gli odori, due cucchiai di olio e un po di sale.
Aggiungete il vino bianco e coprite di acqua 'a filo'.


Cuocete a fuoco dolce per un'ora e mezzo o due.
La cottura è lunga, lo so...
Sono una fan della pentola a pressione, soprattutto perché ho sempre furia e ne metto in ponte duemila tutte insieme!
Ho provato questa ricetta anche a pressione ma, credetemi, il risultato non è manco lontanamente lo stesso.

A cottura ultimata lasciate raffreddare il vitello nel suo fondo.
Preparate intanto la salsa...

Riunite in un mixer il tonno, uova sodecapperiacciughe, due cucchiai di olio evo e un po di brodo della carne.


Decidete voi la densità: né troppo soda, né troppo squacquerella.

Quando la carne è fredda tagliatela a fettine sottili.
La sua morte sarebbe tagliata a macchina, ma andrà benone anche un coltello affilato.


Disponete le fette su un vassoio, ricopritele con la salsa, guarnite con i capperi, un prezzemolino, coprite con la pellicola e mettete tutto in frigo fino a domani!


BUONISSIMO!!!
Oh, lo faceva anche l'Artusi...


lunedì 27 maggio 2013

Osso buco della nonna

L'osso buco è uno dei tanti piatti che mi rimanda alla mia infanzia, quando la nonna Isola ne inventava di tutte per far mangiare quelle due 'bocca scelta' delle gemelline!  :)

Lo cucino di rado...
Un po' perché è un pochino lungo, un po' perché quel fico lesso del Rag. ama la carne senza scarto...
Filetto tutti i giorni, i' mi' padrone!  O__o

Un altro motivo per cui ho tenuto a distanza questo piatto è perché, fino a  poco tempo fa, ero convinta che l'osso buco fosse una delle vertebre del vitello!

Lo so, non ci sono parole per descrivere quanto io sia, diciamolo pure, ignorante come una capra...

Tuttavia ieri ho trovato degli ossi buchi così belli che mi son fatta tentare!  :)

Ingredienti:
- osso buco di vitello 
- brodo vegetale
- farina
- cipolla
- sedano
- carota
- prezzemolo
- sale e pepe .

Si parte incidendo il bordo dell'osso buco in più punti, altrimenti in cottura si arriccerà.
Oh, mi raccomando, incisioni delicate, non fatelo a brandelli!

Io batto a mano tutte le fette di carne, quindi anche queste...

Infarinate leggermente l'osso buco e mettete a rosolare in olio ben caldo.


Salate e pepate...


Intanto preparate un bel trito di odori e metteteli a soffriggere a parte.


Quando la carne e il soffritto saranno pronti, riuniteli nella padella di quest'ultimo e fateli insaporire per  qualche minuto.


Nel frattempo, se non avete quello vero, preparate due dita di brodo vegetale col dado.

A questo punto si può decidere se aggiungere il brodo alla padella della pietanza e far cuocere lentamente per una mezzora abbondante, oppure, come faccio io, optare per la pentola a pressione.

Mettete brodo, carne e soffritto nella pentola, chiudete e fate andare per circa 10 minuti dopo il fischio.


Il risultato è a dir poco appetitoso!


Se volete potete far ritirare il sughetto rimettendolo, dopo averlo separato dagli ossi buchi, scoperto a fuoco vivo fino alla giusta consistenza.

Io non l'ho fatto, non ne avevo il tempo:
quando il Rag. arriva a pranzo, sembra sempre sull'orlo di una crisi ipoglicemica, e io alla fame nel mondo non so proprio  resistere...  ;)

Buon appetito bambine!

P.s.: Altro piatto della serie "bono, ma non me lo rifare"... O__o

sabato 11 maggio 2013

Trippa alla Fiorentina

Questa ricetta giace fra le mie bozze da qualche mese, come tante altre sue colleghe del resto...  :)

Ultimamente il tempo da dedicare al blog scarseggia, e anche se continuo a cucinare non posso mettermi lì a scattare foto all'impazzata!  :)

Ve la propongo ugualmente, però, perché a suo tempo è venuta buonissima e ha riscosso grande successo in famiglia! :)

Ingredienti:
- 1 kg di trippa
- 1 salsiccia
- sedano
- carota
- cipolla
- prezzemolo
- 1 barattolo di pomodori pelati
- sale
- pepe
- olio .

Tagliate la trippa a striscioline, lavatela bene, scolatela e passatela in padella per qualche minuto, giusto il tempo di farle perdere ancora un po' d'acqua.


Nel frattempo preparate un battuto con sedano, cipolla, carota e prezzemolo.
Aggiungetevi la salsiccia "sbriciolata" e mettete il tutto a soffriggere in un tegame con dell'olio.


Dopo qualche minuto aggiungete la trippa e lasciatela rosolare per qualche tempo insieme al soffritto.


Aggiungete i pomodori pelati, salate e pepate a piacimento e lasciate cuocere per circa 40/45 minuti, rimestando ogni tanto.


Se la trippa dovesse asciugarsi, tenete a portata di mano del brodo caldo, in modo da poterne versare nel tegame all'occorrenza.


Servire calda e, se piace, spolverizzata con dell'abbondante Parmigiano! :)


martedì 29 gennaio 2013

Farinata di cavolo nero

Oggi si parla di un piatto che probabilmente molti giovani non conoscono neanche, un piatto della tradizione: la farinata toscana di cavolo nero.

Questa pietanza fa parte della mia infanzia...
Molte volte io e mia sorella abbiamo assistito alla preparazione, sempre lunga e sempre meticolosa, delle materie prime e ai vari passaggi della ricetta.

Il lavaggio delle foglie di cavolo, le diverse cotture a seconda della verdura, l'affaccendarsi di mamma, nonna e a volte anche babbo nella nostra cucina di Pontassieve, teatro, col suo tavolo rotondo, di tanta vita della mia famiglia e anche, ovviamente, di innumerevoli pasti.  :)

Ingredienti:
- 3,5 litri d'acqua
- 500 gr di fagioli borlotti secchi
- 600 gr di farina gialla
- 3 cespi di cavolo nero
- 200 gr di pancetta a dadini
- 1 porro
- 1 costola di sedano
- 1 carota piccola
- olio, sale, pepe .

Ipotizzando che vorrete cucinare questo piatto al mattino, mettete a bagno i fagioli, in un recipiente con dell'acqua calda, la sera prima.

Volendo potreste usare i fagioli in scatola, quelli già cotti, ma in cottura perderebbero la buccia... che vi ritrovereste in bocca mangiando la farinata.
Vi assicuro che non è gradevole, perciò optate per la via più lunga ma sicura! :)

Pulite e lavate il cavolo nero, liberandolo dalla costola centrale, e tagliatene grossolanamente a pezzi le foglie.


Riempite una pentola con l'acqua che avrete dosato, salatela a piacere e mettetevi il cavolo a cuocere.

Riempite un'altra pentola con circa due litri d'acqua, salate e mettetevi i fagioli, lavati e scolati, a cuocere.


Preparate un battuto con porro, sedano e poca carota, aggiungetevi la pancetta a dadini e lasciate soffriggere in padella, aggiungendo sale e olio quanto basta.


Quando tutti e tre gli ingredienti saranno pronti, uniteli nella pentola in cui si è cotto il cavolo e lasciate cuocere per circa due ore.


Aggiustate di sale e pepe...

Vi consiglio di tenere da parte un pentolino di questa "brodaglia" così, nel caso in cui dopo l'aggiunta della farina il tutto dovesse risultare troppo sodo, potrete usarne  un po' per diluire.

A questo punto, sempre rimestando, cominciate a versare  a pioggia la farina gialla.


Mi raccomando, a meno che le vostre pentole non siano superantiaderenti al 100%, è fondamentale continuare a mescolare al fine di evitare che la farinata si attacchi al fondo e acquisisca quello sgradevole sapore di bruciacchiato.

E' un lavoro faticoso, lo so, ma il risultato vale lo sforzo!  :)


Ok, queste mani pelose non sono le mie... sono del mio babbo!
Il Mago della Farinata e della Polenta!  :)

Dal momento in cui avrete versato tutta la farina, lasciate cuocere, sempre facendo attenzione, per almeno 30 minuti.

Ai vecchi tempi, quando il frigorifero non era ancora una cosa per tutti, si usava distribuire il composto ottenuto in un gran numero di piatti da minestra, fino ad esaurimento prodotto... e anche fino ad esaurimento piatti, e conservare il tutto nella stanza meno frequentata della casa, rigorosamente coperto da un lenzuolo pulito.

Con queste dosi ho riempito tre teglie da 6 porzioni della Cuki, perciò aggiustate la quantità degli ingredienti in base alle vostre necessità.

Un piatto alla maniera dei nostri nonni, però, l'ho voluto preparare anch'io!


Per la foto ufficiale mi sono ingegnata, ma il tentativo di rendere il tutto 'ricercato' è fallito.  :(


Piatto povero nasce... e piatto povero ha da restare!

La farinata di cavolo nero era una festa per le famiglie contadine...
Ne veniva sempre preparata in abbondanza, quindi tutti avevano la possibilità di riempirsene la pancia e di andare a letto, una volta tanto, senza sentire i crampi della fame.

Ci facevano colazionepranzomerenda e cena, e sono certa che la apprezzassero molto più di quanto noi tutti usiamo apprezzare le prelibatezze che invadono le nostre dispense!

 La farinata è migliore se mangiata il giorno dopo, e potete gustarla in vari modi: abbrustolita a fette e accompagnata da pane arrostito e oliato, oppure, come piace a me, ripassata in padella!


Essendo a base di ortaggi che fermentano, non abbuffatevene se il giorno dopo avete programmi fuori porta...

RISCHIATE DI CAGARVI ADDOSSO !?

A proposito di cavoli...
Per Natale ho regalato alla mia mamma un bellissimo cavolo ornamentale rosso.
Si sa, lei (non) ha il pollice verde...
Guardate come lo ha ridotto!!!


[A me fa anche effetto...]

Comunque, nonostante sia l'ombra di sé stesso... è coccolatissimo!

Certo che è proprio brutto .... O__o



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