domenica 27 marzo 2016

Primavera, Pasqua... e Tiramisù con le fragole!

Amiche fedelissime, instancabili followers, eccomi di nuovo!

Perdonate lo stato di abbandono di questo nostro frivolo spazio... ma il tempo da dedicargli si è notevolmente ridotto e, nonostante gli incastri assurdi che escogito giorno-giorno, diventa sempre più arduo mettere in piedi qualcosa che valga la pena di essere postato.

Sappiate però che non vi dimentico!

Foto su foto si accumulano in attesa di essere organizzate "per ricetta"...
Prima o poi tornerò a deliziarvi!

Oggi condivido con voi un dolcetto al cucchiaio.
Fatto stamani di prima levata, con il sole che invadeva la stanza, mentre una Camilla curiosa stava ad orecchie tese e nasone all'insù, intenta a capire se e quando il convento le avrebbe passato l'abituale biscotto mattutino!

Passiamo subito ai credits, dovuti alla gentilissima Barbara che mi ha girato la sua ricetta per un dessert che, vi sembrerà impossibile, non avevo MAI fatto.

Ingredienti:
mascarpone
panna fresca
uova
zucchero
aceto balsamico
fragole
Pavesini o Savoiardi.

Lavate e tagliate le fragole.
Mettetele a macerare con un cucchiaino di aceto balsamico e dello zucchero, finché non avranno rilasciato del liquido.

Scolatele  bene dal liquido, che raccoglierete in un piatto e userete per bagnare i biscotti.

La base del Tiramisù la conoscete tutti, quindi ognuna segua le proprie dosi.

Riunite tutti gli ingredienti e lavorate fino all'ottenimento di un composto cremoso.

Cominciate a comporre il dolce intervallando crema, biscotti e fragole, a strati.
Io mi fermo sempre a due, per non fare troppo mappazzone.

Questo il risultato!









La coppa piccola per l'assaggio, visto che di esperimento si tratta, la teglia grande è andata subito in freezer, pronta per il pranzo pasquale.

Lo so bambine, come risveglio non è molto... ma vi prometto grandi cose!

Buona Primavera e buona Pasqua a tutte!

Sempre vostra,
affettuosamente,

Kety.








lunedì 2 marzo 2015

La minestra della sera

Questa ve la devo proprio raccontare...

Ieri era domenica.
Pranzo con tutti i nonni, perciò pranzo un po' "carico":
polenta col sugo di funghi
carne fritta
patate fritte
carciofi fritti
schiacciata alla fiorentina
[ripiena di crema]
pasticcini vari.

Con tutto quel ben di Dio, potevamo forse fare gli schizzinosi e mangiare quanto un uccellino???
No, davvero!

La cena, però, sarebbe stata leggera... decisi.
Minestrina col brodo di dado... così dormiremo sonni tranquilli!

In famiglia siamo quattro: due adulti e due bambini.
Mio marito è un pozzo sfondato.
Io mangio il giusto.
I bambini mangiano solo quando ne hanno voglia,
ma quanto chiacchierano!!!
O_o

Busta nuova di "Tripolini 81" Coop (500 g), che normalmente definisco "fiocchini".
Prendo un bel bicchierone di plastica rosa per dosare la quantità e lo riempio fino all'orlo.
Nel dubbio che non basti, lo riempio una seconda volta.
Insomma, per farla corta, utilizzai quasi tutta la busta!

Il risultato?
Un pentolone pieno zeppo di fiocchini sodi e asciutti!
A occhio... avrebbero potuto sfamarsi, senza rimpianti, cinque/sei persone.
Una minestra moooooostruooooosa!

Non riscosse molto successo,
perciò l'avanzo mi ha fatto l'occhiolino dal frigo anche oggi,
quando mi ci sono affacciata per pensare a qualcosa per il pranzo.

Quei fiocchini erano diventati dei veri e propri "papillon",
belli gonfi...
Uno strato di circa dodici cm di minestra "rinvenuta" per una notte intera nel suo brodino.
Da mangiarsi rigorosamente con coltello e forchetta!


Bella, vero?



Sempre culinariamente vostra, 

sabato 6 dicembre 2014

Patate de "La prova del cuoco"

Oggi, di ritorno dalla consueta nuotata mattutina, avevo in mente solo una cosa:
stravaccarmi sul divano!

Cosa inventare per 'cucinare senza cucinare' ???
Ed ecco l'idea, rubata alla suocera... che a sua volta l'ha rubata alla "Prova del Cuoco".

Ingredienti facilmente reperibili in dispensa, senza dover correre alla Coop...
Naturalmente io non li avevo... così, dopo la piscina, in delle condizioni che vi raccomando e con gli occhi ancora cerchiati dagli occhialini, sono entrata al supermercato... confermando a chi mi ha visto che, ebbene si, cessa così, mio marito mi ha sposata solo per i soldi!!! ;)

Ingredienti:
- patate gialle
- prosciutto crudo salato 
- rosmarino e finocchietto
- olio, sale, pepe
- vino bianco 
- aceto balsamico, se piace .

Accendete il forno a 200° statico.

Sbucciate e lavate le patate.
Praticatevi delle incisioni senza arrivare al fondo della patata ed inseritevi delle fettine di prosciutto crudo, aiutandovi con la lama di un coltello.



Disponete ogni patata farcita su una placca foderata di carta forno, salare, pepare, aggiungere le erbette ed un filo di olio.



Infornate per circa 40 minuti, in base alla dimensione delle vostre patate.
A metà cottura, bagnare con vino bianco.

Questo è il risultato!


Confortanti come solo le patate sanno essere... e gustose!
A piacere aggiungete un filino di aceto balsamico
A noi non piace tanto, quindi l'ho usato solo per guarnire il piatto.

Ahimè, anche stavolta ho fatto il solito impiattamento di merda, dove la ditata di balsamico non sembra l'ala di un gabbiano... ma esattamente una ditata della Kety.
Accidenti a Cracco!!!

Comunque son piaciute... :)

 

Per la cronaca, il divano NISBA!!!

A la prochaine!


Golosamente vostra,



sabato 22 novembre 2014

Canzone per te...

Oggi, 22 novembre, l'ultimo addio a Daniela strappata, a 44 anni, agli affetti e alla vita da un male che raramente perdona.
Stamattina, mentre guidavo da casa verso Molin del Piano, ero stordita... stordita e sopraffatta da una miriade di emozioni miste ad incredulità.
Davvero è vero che sto andando dove vado?
Purtroppo si... In una grigia mattinata di novembre, tra volti di ieri e di oggi, la chiesa gremita, il sagrato affollato, l'abbiamo accompagnata alla sua ultima dimora.
Credo in Dio. Credo in un Paradiso che ci attende. Credo che tutti ci ritroveremo...
Credo anche che sia ingiusto e crudele il destino di alcuni...
Ingiusto e crudele che un genitore debba piangere il proprio figlio...
Atroce che una madre non possa veder crescere il suo bambino...
Sulla strada del ritorno, il cuore al galoppo e gli occhi pieni di lacrime, ho scavato tra i ricordi.
Daniela era una delle bambine con cui sono cresciuta... ve ne ho parlato una volta.
Uno dei personaggi che, con tanti altri, hanno reso fantastica la mia infanzia e l'adolescenza...
Da grandi ognuno ha preso la sua strada... ci si vedeva occasionalmente, ma sempre di meno.
Le nostre vite si incrociarono di nuovo sul finire del 1999.
Lei era fidanzata, io uscente da una storia.
Non ricordo come andò... ma per un periodo uscimmo spesso insieme, complice il fatto che  frequentavo il suo affascinante cognato.
L' ultimo ricordo è di un pomeriggio in centro a Firenze...
Sedute per un caffè al Deanna, tra una cazzata e l'altra, commentavamo il nostro esserci ritrovate, dopo tanti anni di silenzio.
Lei disse una frase che ho spesso rivenduto... l'amicizia vera è ritrovarsi dopo anni e non chiedere nessun perché.
 Così è.
Trascorremmo il tempo facendo shopping, lei comprò delle importabili ciabattine verdi, io una parrucca platino che indossai fino a sera...
Un pomeriggio di grandi risate... un pomeriggio da ragazze.
Più tardi ci separammo di nuovo, qualche messaggio, vedendoci raramente e per caso, risentendoci quando mi sono sposata.
Ognuna comunque  presa dalla propria corsa individuale.
Oggi un tempo di tristezza... di nostalgia... di impotenza... di rimpianto.
Da domani la quotidianità mi riavvolgerà nelle sue spire...
I giorni, le settimane, scorreranno diluendo il dolore,
finché Daniela diverrà un pensiero che  tornerà solo ogni tanto, evocato da una vecchia foto, un ricordo condiviso, forse un profumo o un sapore che rimandano all'infanzia.
La giostra della vita... chi resta a bordo DEVE continuare a girare, seppur con il cuore appesantito dal ricordo di chi è dovuto scendere prematuramente.
Se sapessi cantare, oggi avrei cantato, avrei affidato al vento le parole di una qualche canzone... per salutarti.

Ciao Daniela... resta sempre rock and roll...

Posto di seguito, in ricordo dei tempi leggeri, dei tempi gioiosi, un vecchio post che parlava anche di lei, Daniela.
Per tutti noi che ti abbiamo conosciuta e vissuta.



Le esplosioni del cuore

Cosa sono per voi  le esplosioni del cuore?

Per me è quando ti si scatena dentro un vortice raccatta tutto, che si impossessa di te e a cui non puoi sfuggire.

Qualche giorno fa ho portato mio figlio dai nonni a Pontassieve.
Mi separo mal volentieri dai miei polli, ma a certe richieste non si può che cedere... perciò ho ceduto.

Al ritorno, mentre la polla rimasta russava sul sedile posteriore, percorrendo strade appartenute alla prima parte della mia vita, ecco la mia esplosione:
mi hanno assalito i ricordi!

Quei luoghi, così familiari e una volta così importanti per me, conservano la mia infanzia e la mia adolescenza in modo così tangibile da sospettare che il dopo debba ancora venire, e che l'ultima pedalata sotto strada risalga solo alla sera prima...

Erano gli anni '70, e nel mio rione eravamo davvero tanti...

C'erano Simona e Saverio, che abitavano proprio davanti a casa nostra, le sorelle Lisa e Lucia, poco più sotto, Renza, Paola, le sorelline Daniela, Maria e Sara...
C'erano i fratelli Masala, con un accento che la diceva lunga sulle loro radiciFrancesca e Veronica, Isella e Marco, Beatrice e Susanna, Sonia, Silvia, le due Barbara, Massimiliano e Cristina, Filucchio...
C'erano i fratelli Fossati e la loro cuginetta, c'era Adriana, la mia amica del cuore di allora...
E c'eravamo noi, le gemelline Catiuscia e Debora.

Che tempi ragazzi...

Non mi ritengo una nostalgica... ma piuttosto una che ama conservare, soprattutto i ricordi.

A differenza di oggi, le giornate di noi bambini si svolgevano con una tranquillità ormai in disuso.
Nulla a che vedere con gli attuali ritmi serrati dei nostri  pargoli!
Allenamenti, gare, partite, musica, tennis, Inglese...
Per non parlare di  parkour, break dance, pa kua, danza, equitazione...

Povere creature...
Li stiamo preparando per Villa Falcucci!

Allora il tempo per giocare, soprattutto d'Estate, lontano dalla scuola, abbondava.
Niente tv, niente videogames, niente telefonini, niente pc... ma bicicletta, pattini, pallone, carte, racchette tenute insieme con lo scotch...
e poi c'era l'apice delle giornate di sole...

il bagno in Sieve!!!

Oggi se ti butti in Sieve come minimo ti becchi un'infezione, ma allora in Estate eravamo tutti dentro!!!
Sempre, tranne il  26 luglio, dedicato a Sant'Anna... che, a detta di mia nonna, in quel giorno reclamava i suoi morti.
Quindi, tutti all'asciutto!

La giornata passava allegramente e la sera, appena finito di cenare, tutti di nuovo fuori, in piazzetta, dove le mamme - deluxe selection di nomi degni di un film di Pierino (Marisa, Erminia, Leonetta, Settimia, Wanda, Silvana, Luisa, Piera, ecc. ... mancava solo quel gran pezzo dell'Ubalda!)frescheggiavano sulle panchine ragionando di cose da donne, e noi facevamo le sfilate di moda, le gare di rock and roll, i tornei a bandierina e nastri su nastri per le vie del rione.

Ci  piaceva anche fare i capannini a Sieve e lì, muniti di entusiasmo e del mitico manuale del trapper,


 davamo sfogo a tutta la nostra creatività!

Oddio, la volta che facemmo il capannino sotto al terrazzo della moglie di Rutto (così soprannominato per ovvii motivi), lei non ne fu tanto entusiasta, e ci scacciò a secchiate d'acqua.  :)

Nel quartiere c'erano anche i più grandi ovviamente, tutti con un loro perché...

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